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January 27 E adesso sono nel vento...Contraddico una delle regole che ho dato a questo space, quella di lasciare tutte le cose che riguardano "argomenti pubblici" al blog di blogspot.
Ma ritengo giusto onorare anche qui la Giornata della Memoria
Son morto con altri cento,
son morto ch' ero bambino,
passato per il camino e adesso sono nel vento
e adesso sono nel vento....
Ad Auschwitz c'era la neve,
il fumo saliva lento
nel freddo giorno d' inverno e adesso sono nel vento,
adesso sono nel vento...
Ad Auschwitz tante persone,
ma un solo grande silenzio:
è strano non riesco ancora
a sorridere qui nel vento,
a sorridere qui nel vento...
Io chiedo come può un uomo uccidere un suo fratello
eppure siamo a milioni in polvere qui nel vento,
in polvere qui nel vento...
Ancora tuona il cannone, ancora non è contento
di sangue la belva umana
e ancora ci porta il vento
e ancora ci porta il vento...
Io chiedo quando sarà che l' uomo potrà imparare
a vivere senza ammazzare
e il vento si poserà
e il vento si poserà...
Io chiedo quando sarà
che l' uomo potrà imparare
a vivere senza ammazzare e il vento si poserà
e il vento si poserà
e il vento si poserà...
MAI PIU' January 11 Ciao Faber10 anni fa se ne andava Fabrizio De Andrè.
Di lui amava dire questa frase "Diceva Benedetto Croce che dopo i 18 anni continuano a scrivere poesie solo due categorie, i poeti ed i cretini. Io, prudentemente, mi definisco Cantautore".
Eppure del Poeta aveva tutto. In più, faceva musica eccelsa. Ed univa le due cose.
Ne parlo al passato. Ma per me è sempre vivo.
A lui, ad una sua canzone, "la guerra di Piero", devo una parte fondamentale della mia formazione. Questa canzone, da bambino, (col concorso di altre cose, s'intenda...) mi ha insegnato ad odiare la guerra.
Posto questa canzone, assieme ad un'altra, una delle ultime, che costituisce una sua "inquietante profezia" la cui realizzazione si sta delineando all'orizzonte...
Ciao Faber.
GRAZIE FABER.
January 08 Sono come me...Ma si sentono meglio...Sono intorno a noi,
in mezzo a noi,
in molti casi siamo noi
a far promesse senza mantenerle mai
se non per calcolo,
il fine è solo l'utile,
il mezzo ogni possibile,
la posta in gioco è massima,
l'imperativo è vincere
e non far partecipare nessun altro,
nella logica del gioco
la sola regola è esser scaltro:
niente scrupoli
o rispetto verso i propri simili
perchè gli ultimi
saranno gli ultimi
se i primi sono irraggiungibili.
Sono tanti
arroganti coi più deboli,
zerbini coi potenti,
sono replicanti,
sono tutti identici
guardali
stanno dietro a maschere
e non li puoi distinguere.
Come lucertole si arrampicano,
e se poi perdon la coda la ricomprano.
Fanno quel che vogliono si sappia in giro fanno,
spendono, spandono
e sono quel che hanno.
Sono intorno a me
ma non parlano con me...
Sono come me
ma si sentono meglio...
Sono intorno a me ma non parlano con me...
Sono come me
ma si sentono meglio...
...e come le supposte
abitano in blisters full-optional,
con cani oltre i 120 decibels
e nani manco fosse Disneyland,
vivon col timore
di poter sembrare poveri,
quel che hanno ostentano
e tutto il resto invidiano,
poi lo comprano,
in costante escalation col vicino costruiscono:
parton dal pratino
e vanno fino in cielo,
han più parabole sul tetto
che S.Marco nel Vangelo
e sono quelli che di sabato
lavano automobili
che alla sera sfrecciano
tra l'asfalto e i pargoli,
medi come i ceti cui appartengono,
terra-terra come i missili
cui assomigliano.
Tiratissimi,
s'infarinano,
s'alcolizzano
e poi s'impastano su un albero,
boom!
Nasi bianchi
come Fruit of the Loom
che diventano più rossi
d'un livello di Doom...
Sono intorno a me ma non parlano con me...
Sono come me
ma si sentono meglio...
Sono intorno a me ma non parlano con me...
Sono come me
ma si sentono meglio...
Ognun per se,
Dio per se,
mani che si stringono
tra i banchi delle chiese
alla domenica,
mani ipocrite,
mani che fan cose
che non si raccontano
altrimenti le altre mani
chissà cosa pensano,
si scandalizzano.
Mani che poi firman
petizioni per lo sgombero,
mani lisce come olio di ricino,
mani che brandiscon manganelli,
che farciscono gioielli,
che si alzano alle spalle dei fratelli.
Quelli che la notte
non si può girare più,
quelli che vanno a mignotte
mentre i figli guardan la tv,
che fanno i boss,
che compran Class,
che son sofisticati da chiamare i NAS,
incubi di plastica
che vorrebbero dar fuoco ad ogni zingara
ma l'unica che accendono
è quella che dà loro l'elemosina ogni sera,
quando mi nascondo
sulla faccia oscura
della loro luna nera...
Sono intorno a me
ma non parlano con me...
Sono come me
ma si sentono meglio...
Sono intorno a me ma non parlano con me...
Sono come me
ma si sentono meglio...
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